Assaggi di poesia

Qui dove raffinatezze reali e tradizione contadina si tengono a braccetto, sfociando in un’identità gastronomica tra le più apprezzate d’Italia, il viaggio s’intreccia invariabilmente con le delizie del palato, incontrando nell’area compresa tra Langhe e Roero il suo tempio designato. Separate dal fiume Tanaro, le due regioni gemelle vivono del nesso tra vigneti generosi e nobili dimore, reso emblematico dall’elezione, avvenuta presso il castello Grinzane Cavour, del Barolo a ‘vino dei re, re dei vini’, parte di una composita corte frequentata da Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto e Barbera, sullo sfondo di un paesaggio reso celebre dalle pagine di Cesare Pavese. La patria del tartufo bianco fornisce anche le nocciole al cioccolato gianduia, entrando in comunicazione diretta con la cultura borghese dei caffè torinesi, dove si gusta il tipico bicerin e, nel 1786, si inventò il rito dell’aperitivo a base di vermouth. Rituffandosi tra i vigneti dei Savoia, si scoprono i gusti decisi del Monferrato, tra cui bagna cauda, agnolotti al plin e tajarin, facendosi cullare dalle dolci note degli spumanti di cui, nello stesso anno, si inaugurò ufficialmente la tradizione, su incarico del re di Piemonte e Sardegna conferito a casa Cinzano.


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